La crescita di un territorio vitivinicolo si può leggere anche attraverso gli incontri, le visite in cantina e gli articoli che ne hanno accompagnato il cammino. Due approfondimenti di Slow Wine permettono di ritrovare persone, vigneti e vini di Olevano Romano, fotografati in un momento preciso della loro storia.
La memoria della campagna e il recupero delle vecchie vigne
Il 20 luglio 2018 Andrea Petrini dedicava a Marco Antonelli un articolo della rubrica Slow Wine Scouting. Il racconto partiva dalla memoria della campagna e dal rapporto con il patrimonio agricolo familiare, per arrivare al lavoro nei vigneti di Colle Amici e Morra Rossa.
Le vecchie piante e la presenza, nello stesso appezzamento, di uve a bacca rossa e bianca restituivano l’immagine di una viticoltura costruita nel tempo. Petrini documentava inoltre la conversione biologica avviata nel 2016 e la scelta delle fermentazioni spontanee.
Più aziende, diverse espressioni del Cesanese
Il 16 gennaio 2019 Fabio Giavedoni pubblicava Il Cesanese, uno e trino, una panoramica che riservava una sezione specifica a Olevano Romano. In quelle pagine trovavano spazio, tra gli altri, Damiano Ciolli, Marco Antonelli, l’azienda agricola Proietti e Alberto Giacobbe.
Il racconto passava dal Cirsium Riserva 2014 e dal Silene 2016 di Ciolli al Fresco 2016, al Tyto 2015 e al Kósmos Riserva 2015 di Antonelli. Proseguiva con il Superiore 2016 di Proietti e con le interpretazioni di Alberto Giacobbe, fra cui il Lepanto Riserva 2015.
Le degustazioni del 2019 raccontano la varietà espressiva della denominazione: vini fragranti e scorrevoli accanto a interpretazioni di maggiore struttura e profondità.
Un territorio da conoscere attraverso i suoi vignaioli
Accostare questi due articoli permette di osservare il rapporto fra il percorso di una singola azienda e il racconto più ampio di Olevano Romano. Da una parte i ricordi, le vigne e le scelte personali; dall’altra un insieme di produttori che restituisce, attraverso i vini, più letture di un’origine condivisa.
Per il Consorzio, tornare su queste pagine significa custodire anche la memoria del lavoro raccontato dalla stampa. È un invito a conoscere le aziende, incontrare i vignaioli e scoprire come il Cesanese di Olevano Romano continui a essere interpretato, vendemmia dopo vendemmia.
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