Consorzio di Tutela Cesanese di Olevano Romano
29 ottobre 2026 · Dalle aziende · Storie e territorio

Vecchie vigne e nuove interpretazioni: Olevano Romano negli articoli di Slow Wine

Due approfondimenti del 2018 e del 2019 raccontano il lavoro dei vignaioli e la varietà espressiva del Cesanese di Olevano Romano.

La crescita di un territorio vitivinicolo si può leggere anche attraverso gli incontri, le visite in cantina e gli articoli che ne hanno accompagnato il cammino. Due approfondimenti di Slow Wine permettono di ritrovare persone, vigneti e vini di Olevano Romano, fotografati in un momento preciso della loro storia.

La memoria della campagna e il recupero delle vecchie vigne

Il 20 luglio 2018 Andrea Petrini dedicava a Marco Antonelli un articolo della rubrica Slow Wine Scouting. Il racconto partiva dalla memoria della campagna e dal rapporto con il patrimonio agricolo familiare, per arrivare al lavoro nei vigneti di Colle Amici e Morra Rossa.

Le vecchie piante e la presenza, nello stesso appezzamento, di uve a bacca rossa e bianca restituivano l’immagine di una viticoltura costruita nel tempo. Petrini documentava inoltre la conversione biologica avviata nel 2016 e la scelta delle fermentazioni spontanee.

Più aziende, diverse espressioni del Cesanese

Il 16 gennaio 2019 Fabio Giavedoni pubblicava Il Cesanese, uno e trino, una panoramica che riservava una sezione specifica a Olevano Romano. In quelle pagine trovavano spazio, tra gli altri, Damiano Ciolli, Marco Antonelli, l’azienda agricola Proietti e Alberto Giacobbe.

Il racconto passava dal Cirsium Riserva 2014 e dal Silene 2016 di Ciolli al Fresco 2016, al Tyto 2015 e al Kósmos Riserva 2015 di Antonelli. Proseguiva con il Superiore 2016 di Proietti e con le interpretazioni di Alberto Giacobbe, fra cui il Lepanto Riserva 2015.

Le degustazioni del 2019 raccontano la varietà espressiva della denominazione: vini fragranti e scorrevoli accanto a interpretazioni di maggiore struttura e profondità.

Un territorio da conoscere attraverso i suoi vignaioli

Accostare questi due articoli permette di osservare il rapporto fra il percorso di una singola azienda e il racconto più ampio di Olevano Romano. Da una parte i ricordi, le vigne e le scelte personali; dall’altra un insieme di produttori che restituisce, attraverso i vini, più letture di un’origine condivisa.

Per il Consorzio, tornare su queste pagine significa custodire anche la memoria del lavoro raccontato dalla stampa. È un invito a conoscere le aziende, incontrare i vignaioli e scoprire come il Cesanese di Olevano Romano continui a essere interpretato, vendemmia dopo vendemmia.

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Fonti

  • Slow Wine · Andrea Petrini

    Slow Wine Scouting – Marco Antonelli (Lazio) · 20 luglio 2018

    Fonte
  • Slow Wine · Fabio Giavedoni

    Il Cesanese, uno e trino · 16 gennaio 2019 · Sezione dedicata a Olevano Romano

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